Ora come dal farsi una birretta in taverna insieme ad un draconico dai riflessi rossastri chiamato l’Eretico e una ladra dalle belle orecchie a punta che si chiama… già come si chiama… ehi tu ladra… sì com’hai detto che ti chiami? Ah sì grazie Aredhel, dicevamo… sì, come si passa dal prendersi una birra a fare a botte con un branco di metalupi è una storia curiosa.
E sapete cosa? Ora ve la racconto intanto che cuoce lo stufato .
Quale migliore compagnia quando hai i piedi stanchi e la gola riarsa da una giornata di marica sulle polverose strade del mondo? Un boccale di birra sempre pieno e magari la compagnia di qualche simpatico compagno di tavola.
MI ero appena seduto ad un tavolo con un grosso draconide e una sorella eladrin con delle splendide orecchie a punta e stavo per assaporare il primo sorso di birra quando si sento lo sferraglio di un guerriero che si ferma proprio davanti propriio alle mie spalle.
Prima di girarmi guardo gli occhi di Aredhel, sono tranquilli e le due spade sono ancora riposte alle sue spalle e non infilzate nel guerriero, tutto deve essere tranquillo, il grosso Draconide, Draco, contiuna a parlare di gloria e Kord, tutto a posto qundi.
Mi giro e con il mio sorriso gli chiedo se voglia una birra.
Il giovine guerriero non mi lascia il tempo di finire la parola birra e comincia a raccontarci la triste storia del suo villaggio, razziato da goblin, abbandonato dal lord protettore: più interessato alla gloria della battaglia che ai suoi contadini.
Le solite storie di frontiera direte voi, sentite mille volte in questa epoca di guerra lontano dalla città e dal fronte, ero pronto a dargli una moneta di rame per ringraziarlo della bella storia quando lui comincia a raccontarci dei bambini del villaggio rapiti dai goblin.
Nemmeno il tempo di dire bambini che Draco balza in piedi pronto ad ogni cosa per liberare i pargoli. Anche Aredhel addolcisce il suo sguardo e si dichiara pronta a partire.
Io invece, ecco… diciamo che mi fermo a chiedere che cosa ce ne venga in tasca per un’opera così pia: alla fine affilare le armi costa come costa mangiare e bere birra …
E così ward, il giovine guerriero, ci comunica il nostro lauto premio ben 20 o 40 monete d’oro da spartirci non ho ben capito se per 3 o per 4.
Trascinato dall’entusiasmo di Draco per la gloria futura e l’indigniazione di Aredhel per il ratto dai bambini mi faccio prendere dal momento e accetto di partecipare anche io.
Nemmeno il tempo di dare un ultimo bacio al boccale pieno di birra che mi ritrovo sulla strada verso Ebbenthal il paese natale del buon Ward.
Devo dire che la passeggiata verso il villaggio del di Ward mi mette sete e non sono sopreso di scoprire che in quell’ ammasso di casupole solide e rozzamente costruite senza l’eleganza di noi Eladrin non c’è nemmeno una taverna ed appena dico la parola bicchiere di vino una gomitata mi ricorda che forse è il caso di stare zitti, soprattuto se si è in una piazza al centro della quale c’è una predella con seduti 3 anziani figuri.
I 3 ottuagenari assisi su una predella sono i maggiorenti del paese due di loro ci osservano mentre ci avviciniamo al loro cospetto la terza figura, un donna, pare dormire o forse è solo mummificata lì.
La voglia di provare a svegliarla è forte ma alla fin siamo ospiti e i forconi dei contadini possono fare parecchio male per cui…
Il più grosso dei 3 apostrofa Ward chiedendogli se noi si sia gli avventurieri che ha trovato per riportare a casa i bambini, dal tono non pare molto soddisfatto di quello che ha visto in noi ma tant’è qualcuno gli ricorda che siamo gli unici ad essere venuti fin lassù (d’altra parte con quel popò di premio).
Piano piano la piazza si riempie di tutti i contadini e fa un certo effetto non sentire il vociare dei bambini.
All’improvviso una voce stridula interrompe le serrate domande che il barbuto anziano del villaggio ci sta ponendo e parte un invettiva contro il povero Draco e i tutti i pelledura infingardi traditori esseri in cui non avere fiducia.
Se fossi stato l’amico Draco: avrei preso le mie scaglie e me ne sarei andando sussurando “salvateveli da soli i vostri marmocchi“
Il buon Draco è molto più paziente di me e ha cercato di fare ragionare il stridulo maggiorente (saggio sarebbe troppo per uno come lui) del villaggio e ha anche cercato di chetare le voci razziste che si sono alzate alle nostre spalle tutte accomunate dall’epiteto pelle dura …
Ward ha cercato di accendere il suo naturale charme ma la folla non è che abbia cambiato atteggiamento è solo aumentato il vociare di chi insultava Draco e stava per accendersi un gran bel rissone di quelli che mi divertono dopo la terza birra e prima di godermi la 4 e la 5 della serata.
Il vociare ha continuato a salire finchè la mumm… la bella addormentata sulla seggiola non ha detto a tutti di smetterla e di passare ai voti. siamo stati scelti con una schiacciante maggioranza di 2 contro 1.
Ottenuto l’incarico è arrivato il momento di capirci di più: parlando con la gente del paese è venuto fuori che i Goblin non erano disorganizzati e caciarosi come sempre… ma ben organizzati e precisi come Elfi.
DI solito bastavano un paio di forconate di badilate per farli andare via con una misera capra sulle spalle ma stavolta sono stati abilii e precisi nel prelvare i figli del paese.
I paesani essendo contadini si lasciano prendere dall’entusiasmo senza nemmeno bisogno di una birra e sull’onda della rabbia sono subito scattati all’inseguimento dei goblin con il risutlato che di tutti quelli che erano partiti non sono tornati tranne uno.
Da perfetti investigatori andiamo a parlare con il testimone.
Lo troviamo rannicchiato sotto le coperte, il corpo pieno di bruciature e cicatrici dall’ignota provenienza.
Draco cerca di intervenire con l’indulgenza di Kord ma niente il poveretto continua a ripetere insetti… aiuto insetti.
Inutile insistere, forse abbatterlo come un cavallo non sarebbe l’idea sbagliata ma non è il caso di proporlo e poi gli dei potrebbero sempre trovare il modo di salvarlo.
Non rimane che cercar di parlare con la moglie dell’improvvido eroe.
Aredhel appoggia le sue spade e sfodera il suo più dolce sorriso e cerca di farsi raccontare qualcosa di più, ma la donna non riesce a trattenere le sue lacrime.
Le donne del villaggio sono troppo sconvolte dalle tragiche perdite di questi due giorni per poter essere d’aiuto.
Solo il calar delle tenebre ci impedisce di partire subito e cerchiamo rifugio per la notte.
Chiedere un po’ di birra pare poco saggio le gomitate me l’hanno ben fatto capire: non mi resta che cadere in catalessi senza aver baciato la mia dolce e spumeggiante amante bionda o rossa che sia.
Aradhel decide invece di esplorare il villaggio e si avventura fino alle falde del castello, cerca di scalarne le mura ma il vuoto del castello e la notte senza luna la fanno desistere. Il villaggio dorme tranquillo, solo qualche lontano urlo di dolore di chi al momento di poggiare la testa sul cuscino pensa al vuoto al suo fianco e nella stanza accanto.
Qualcun’altro litiga e vola qualche piatto, ma niente di che.
Il mattino sfruttiamo la calma del risveglio per andarcene.
Ward ci ha confessato di aver provato a capire se i suoi genitori stessero cercato di nascondere qualche oscuro segreto del villaggio ma tutto quello che ha capito è che la mamma è sempre la mamma… e che il papà sempre il papà e che sono un po’ preoccupati per la voglia di avventura del loro giovine figlio ma i ragazzi sono ragazzi e sono affascinati dall’avventura.
Dopo qualche difficoltà nell’interpretare la mappa rozzamente disegnata dai villici ci incamminiamo lungo il fiume fino a raggiungere il mausoleo della famiglia del castellano. Stranamente l’antica iscrizione recita il nome del lord attuale come se la sua famiglia proteggesse queste terre da anni, anche se questa marca pare gli sia stato affidato da poco tempo come premio per i suoi servigi durante l’ultima guerra.
Cibo per la mente dicono le genti dell’ovest … e forse questo castellano cavallo di ritorno è una delle cause del rapimento… chissà mai.
Arditi esploratori quali siamo decidiamo di entrare nella cripta.
I miei compari si avventurano nel buio mentre io sto di guardia a protezione delle spalle dei miei amici.
Là sotto hanno trovato un’iscrizione ma anche le mie conoscenze magiche non mi hanno detto molto, a dire il vero io non sono mai stato molto attento ai corsi di magia ho sempre preferito un’approccio diciamo da “grande scuola della vita”.
Le nostre grandi menti assieme hanno tradotto le rune con un chi “entra qua dentro troverà la morte”.
E’ vero che can che abbaia non morde, ma non ci sono dubbi che di solito dove c’è il fumo c’è anche arrosto e molto probabilmente c’è una trappola là sotto (e forse chi ha rapito i bambini vuole farsi dare dal castellano le informazioni sulla trappola per prendere quello che è custodito nella cripta. Cibo per la mente anche più soddisfacente di una buona birra aggiungo io)
Come far scattre una trappola? Aredhel era già pronta a mettere a frutto la sensbilità dei suoi polpastrelli ma Draco ha avuto un’idea definitiva “sfruttiamo un gattino lo facciamo camminare dentro alla
stranza e vediamo cosa succede”…
Dopo qualche minuto invece di tornare con un micino ci chiama perchè ha sentito l’ululare dei lupi.
Se avesse trovato una pantera avremmo potuto dirgli “stai attento a quello che desideri”… ma non era il caso di scherzare sti lupi erano 3, grossi e affamati e pareva che noi avessimo scritto in fronte cena facile.
Armi alla mano e incantesimi sulle dita li abbiamo sconfitti… Draco ha dato lustro e onore al suo dio, Ward ha dimostrato tutto il suo valore, Aredhel ha dimostrato tutta la sua letalità… e io… ho dimostrato che devo controllare meglio la mia magia perché con i miei incantesimi ho abbattutto più alberi che lupi.
Grazie ad un sapiente mix di tattica, ardore ed uso delle lame i 3 lupi ora sono cena per qualche altro animale della foresta e noi siamo qua che ci preparliamo uno stufato e aspettiamo il momento propizio per andare ad esplorare il villaggio dei goblin.
I miei compagni sono felici e anche orgogliosi per le loro prime vittime di guerra io invece mi domando come mai i miei incantesimi siano così attratti dagli alberi e sì che ho anche fatto il pompiere volontario per raggranellare qualche soldo nei momenti in cui i miei poteri non erano così utili.
Vabbeh cominciamo a cercare di infilzare questa cotica… che lo stomaco brontola e la lingua piange perchè le manca il bacio di quella rossa spumeggiante che ho lasciato nel boccale per venire a salvare i bambini… per 40 monete d’oro da dividersi in 3 (o 4) e per tanta Gloria direbbe il buon Draco…
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